AI nelle imprese italiane: adozione raddoppiata, competenze no
Secondo Confindustria l'adozione dell'AI nelle imprese italiane è passata dall'8,2% al 16,4% in un anno. Il freno principale resta la mancanza di competenze interne.
Presentando a luglio il forum AI.DEA, organizzato con Nomisma, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha indicato che l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è passata in un anno dall’8,2% al 16,4%. Il dato resta sotto la media europea: Orsini ha citato la Danimarca al 42%.
Il punto più interessante è il motivo per cui le altre aziende non investono: secondo Orsini, quasi il 60% di chi non ha adottato l’AI indica come ostacolo principale la mancanza di competenze interne. Nomisma ha annunciato una ricerca sull’adozione dell’AI nelle PMI di tre filiere manifatturiere, tra cui Machinery e Agrifood.
Cosa significa per una PMI manifatturiera
Il problema non è la tecnologia, che è disponibile e sempre meno costosa. È sapere da quale processo partire, quali dati servono e come misurare il risultato. Una PMI raramente ha in casa queste competenze, e assumerle per un primo progetto non ha senso economico.
Per questo conviene partire in piccolo: un solo processo, un indicatore chiaro, un proof of concept con una data di fine. I processi con il ritorno più facile da misurare sono quelli ripetitivi e ad alto volume, come le offerte tecniche o l’inserimento degli ordini. Per una prima stima su dove si perde tempo in azienda c’è il check-up dei processi.