Caso d’uso · Operations Engineering · Smart factory

Misurare l'OEE dai dati delle macchine, senza sensori nuovi

Disponibilità, prestazioni e qualità calcolate dai dati che PLC e controlli già producono, per dare al plant manager un OEE affidabile ogni giorno.

Macchinari e impiantiPlastica e stampaggioAlimentare

Il problema

Molti stabilimenti calcolano l'OEE a mano, a fine turno o a fine mese, partendo da fogli compilati dagli operatori. Il numero arriva tardi, è poco affidabile e non dice dove si perde capacità. Eppure le macchine registrano già stati, cicli, pezzi e allarmi.

Il valore non è il numero dell’OEE in sé, ma sapere ogni mattina dove si è persa capacità. È anche il punto di partenza per qualsiasi intervento successivo: senza una misura affidabile non si può dimostrare che un miglioramento ha funzionato.

Non conviene dove le macchine sono troppo vecchie per esporre dati: lì la prima mossa è valutare se e dove installare il minimo indispensabile, con un partner specializzato, e farlo solo se il ritorno lo giustifica.

È uno dei lavori della Operations Engineering. Per capire da quale processo conviene partire nella vostra azienda c’è il check-up dei processi.

Come lavoriamo
  1. 01

    Mappiamo con il plant manager le linee e le macchine prioritarie e verifichiamo quali dati espongono già (PLC, controlli CNC, interfacce OPC UA o standard di settore)

  2. 02

    Colleghiamo in sola lettura le macchine che lo permettono, senza modificare il loro programma e senza installare sensori

  3. 03

    Il sistema ricostruisce stati, fermi, velocità e scarti e calcola l'OEE per linea, turno e prodotto

  4. 04

    L'AI prepara ogni mattina una sintesi per il plant manager: dove si è persa capacità e perché, con le cause ricorrenti

  5. 05

    Il plant manager e i capi reparto decidono le azioni; misuriamo l'OEE prima e dopo

Scenario di riferimento costruito sull’esperienza di settore: non descrive un cliente specifico. Tempi e risultati si stimano dopo la diagnosi.